Dipendenza da telefonino

Dipendenza da telefonino

utilizzo eccessivo e incontrollato dello smartphone, con difficoltà a separarsene e interferenze nella concentrazione, nelle relazioni e nella gestione del tempo.

Con lo sviluppo della tecnologia, oltre ai miglioramenti significativi nella comunicazione, è nata una nuova dipendenza, la mobile addiction, ovvero la dipendenza dai telefoni cellulari.

Il cellulare non ha solo un’utilità pratica ma può rivestire anche valenza affettiva.

Le funzioni tecniche del cellulare si accompagnano a funzioni psicologiche e queste ultime influenzano l’esperienza vissuta ed il rapporto con le persone, con cui si crea un contatto telefonico. Usando il telefono possiamo condividere virtualmente l’esperienza che stiamo vivendo con qualcuno lontano, annullando la distanza fisica.

La funzione del telefono, da un punto di vista affettivo e relazionale, è quella di:

  • Regolatore soggettivo della distanza – Il telefonino può favorire la vicinanza tra le persone e trasmettere anche un sentimento di intimità.
  • Moderatore della separazione – È possibile, attraverso il telefonino, trasmettere un desiderio di rottura o di rifiuto.
  • Oggetto sostitutivo della realtà – Cioè, tende a nascondere la consapevolezza della distanza e dell’incertezza data dalla separazione.
  • Oggetto consolatorio – Il telefonino diventa ogni volta più necessario quando dobbiamo sopperire ad una mancanza reale, ad un momento di non-comunicazione o alla perdita temporanea di una relazione affettiva.
  • Possesso illusorio – Il cellulare serve per negare la separazione e la consistenza reale dell’altro.

Oggi l’esperienza mediata da uno strumento tecnico sta prendendo il sopravvento sulle altre forme di conoscenza e sta diventando la forma prevalente d’interazione umana. Purtroppo, è nata una comunità di telefonino-dipendenti, con persone di ogni età ed estrazione sociale, che usa il cellulare come un attributo permanente di sé.

I dipendenti dal cellulare, o mobile addicts, non abbandonano mai il cellulare, usandolo sempre come strumento prioritario di comunicazione con altri ed un mediatore per entrare in contatto con altri.

In alcuni casi, posseggono più cellulari destinati uno per il lavoro, uno allo svago, un altro agli amici, ecc.

Queste persone, dispongono del telefono per controllare continuamente relazioni sentimentali, verificare gli eventuali spostamenti, adducendo spesso come alibi la comodità dello strumento.

Il cellulare rappresenta uno strumento tecnologico di crescente utilizzo che, come dimostrano recenti e numerosi studi, è oggetto di dipendenza.

Con la crescita del numero e modelli di cellulari, dei servizi offerti, si può assistere all’incremento di casi di una psicopatologia, la mobile addiction. Passando dal telefono al telefonino, si sono verificati dei cambiamenti socio-psicologici della comunicazione telefonica, attribuendo nuove funzioni psicologiche. Questo strumento di comunicazione, è alla portata di tutti, indipendentemente dall’età o dallo stato socio-economico.

Inizialmente, era alla portata di pochi, permettendo di rintracciare la persona in tempo reale; ora, è diventato presente nella vita di molte persone, alimentando il bisogno d’essere vicini, superando confini spazio-temporali.

Ha trasformato le relazioni quotidiane, favorendo l’aumento di momenti intimi e, talvolta, di violazione della libertà e degli spazi personali.

Allo sviluppo delle numerosi funzioni tecniche di un telefonino, è cambiato anche l’uso: accompagna ogni momento della giornata, aiutando ad organizzare e gestire ogni momento della vita, dal lavoro (agende, sveglie, rubriche, orologio) ai momenti di svago (giochi, fotocamere, videocamere).

È solo con quest’ultima condizione che si può parlare di “dipendenza sportiva” definita primaria se ritenuta indipendente da altre patologie, oppure secondaria, quando è associata a sintomi di sottostanti disturbi alimentari, in cui l’esercizio fisico gioca un ruolo fondamentale nel tentativo di controllo del peso e dell’immagine corporea.

È probabile incontrare persone affette da anoressia o bulimia che presentano una dipendenza da sport, come patologia secondaria o una tendenza compulsiva a praticare attività fisica.

Con l’evoluzione della telefonia oltre alla tradizionale funzione di comunicazione, il telefonino riveste almeno tre importanti funzioni psicologiche, relative alla sfera individuale e relazionale:

  • Regola la distanza nella comunicazione e nelle relazioni. Con il cellulare ci si può avvicinare o allontanare da altri, proteggendosi dai rischi di rifiuto ed insicurezza, dal diretto impatto con le emozioni, tenere sempre vicini le persone. Un elemento importante è l’annullamento dello spazio e tempo. Viene utilizzato per alleviare disagio, ansia, tensione. A differenza della comunicazione diretta, caratterizzata dalla spontaneità e dell’imprevisto, un mezzo tecnologico permette di relazionarsi in base a schemi prefissati, quindi certi e sicuri.
  • Metodo per gestire la solitudine e l’isolamento. Con il continuo bisogno d’essere in contatto con qualcuno, si perde la capacità di sopportare la lontananza, separazione e solitudine. In questo caso la funzione del cellulare, è di concretizzare un rapporto, renderlo vivo aldilà della lontananza, diventando un sostegno per il confronto con la realtà e sostituto di realtà, controllare l’incertezza.
  • Rappresenta un mezzo per vivere e dominare la realtà. S’investe affettivamente sull’oggetto fino a trovarsi posseduti dal mezzo stesso, incapaci di sopportare momenti anche brevi d’insicurezza e frustrazione. Il telefonino crea una barriera che separa dal mondo esterno e produce un rapporto particolare con l’oggetto che diventa fonte di piacere. L’interesse è totalmente rivolto al mezzo mediatico; l’altra persona e lo scambio affettivo passano in secondo piano.

Ci sono delle caratteristiche psicologiche e comportamentali tipiche dei soggetti dipendenti da sport che possono essere riconducibili a tutte le dipendenze in generale, quali:

  • Tolleranza, ovvero aumentare gradualmente la quantità di esercizi svolti
  • Eccesso di attività fisica
  • Allenamento solitario
  • Inganno, legato al mentire in merito all’attività fisica
  • Motivazioni ossessive che guidano l’attività sportiva quali: prestazione, controllo umore, controllo sonno, autostima, controllo peso, controllo immagine corporea
  • Presenza di disturbi alimentari (anoressia, bulimia) o di comportamenti di controllo alimentare (diete e assunzione integratori)

Praticare con regolarità un’attività fisica ha importanti e positive ripercussioni sulla salute fisica e psicologica del soggetto; in questo caso colui che pratica sport considera il medesimo come una parte importante dei propri interessi quotidiani, unitamente ad altri aspetti quali famiglia, amici e lavoro.

Dott. Riccardo Angeletti

Psicologo e Psicoterapeuta - Perugia (PG)